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Il comfort di cui hai bisogno, al prezzo che cerchi.

Il nostro Bed and Breakfast , centralissimo, è situato proprio nel centro storico della città, a pochi metri dall’edificio del Tribunale di palermo.

La struttura nelle immediate vicinanze del Teatro Massimo (700 metri) e del mercato del Capo a Porta Carini (300 metri), palazzo dei normanni(1200 mt) e la cattedrale(900 mt), consente di visitare il centro storico e i monumenti principali della città senza necessità di utilizzare i mezzi di trasporto.

Il b&b integra una architettura classica  ed un arredo moderno.E’ all’avanguardia, dotata di tutti i comfort di cui avrete bisogno per trascorrere il vostro soggiorno in pieno relax. Le camere(A Vucciria,Ballaro’,U’ Capo,Kalsa) che prendono i nomi dei famosi mercato storici di Palermo sono comode e confortevoli, dotate di bagno privato interno o esterno,tv lcd,lettore dvd,aria condizionata e pompa di calore,set da bagno,asciugamani,internet wifi free,pulizia e riordino giornaliero ed ogni giorno viene servita una gustosa colazione.

 

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Il viaggio a Palermo di J.W.Goethe nel 1787

il nostro b&b è ispirata al viaggio che J.W.Goethe fece a palermo il 7 aprile del 1787.

Wolfgang Goethe sbarcò a Palermo nel 1787. Per un viaggio del genere erano necessari grande coraggio e grande spirito d’iniziativa.

Non erano rare le incursioni piratesche alle navi che da Napoli portavano a Palermo. Anche se al tempo di Goethe il Sud era mèta di molti viaggiatori, rimaneva pur sempre un viaggio difficile e pieno di imprevisti. Le strade erano pessime, i costi erano alti in quanto ovunque c’erano dogane: “Devi avere con te delle buone mappe per controllare sempre in quale parte del mondo ti trovi, e, quando scopri strade e ponti non segnati sulla carta, apporta le dovute correzioni…”.

I luoghi di cultura erano allora visitati solo da una ristretta minoranza che disponeva di tanti soldi e di tanto tempo. Ma già a quell’epoca si avvertiva nel Mezzogiorno un risveglio, un anelito di apertura al mondo. Sulle strade di Palermo si sentì interpellare in inglese (!) da alcuni giovani nobili, e nelle librerie della città scoprì le opere in originale di Milton, di Shakespeare e di Bolingbroke (un celebre uomo politico).

Tra i luoghi visitati in quell’occasione alcuni edifici e vicoli attorno al quadrilatero dei Quattro CantiTeatro MassimoTribunalePoliteama. Proprio nei dintorni di Porta Carini si narra che il letterato si fermò a riposarsi in un alloggio occasionale, durante quella sosta conobbe ed apprezzò l’estro e l’ospitalità dei palermitani.

 

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Il Mercato del Capo a Porta Carini

Il Mercato del Capo costituisce la parte più alta del popoloso quartiere Seralcadio, dall’arabo “Hascia al Bacar” (rupe di mare), sviluppatosi durante la dominazione musulmana fuori dall’antico quartiere del Cassaro. Qui si era stabilita la schiera degli Schiavoni, mercanti arabi di schiavi. Durante la dominazione normanna vi si rifugiarono i musulmani rimasti a Palermo.

Verso il XIII secolo, in seguito alla costruzione della cinta muraria, il quartiere entrò a far parte della città e si popolò di artigiani e commercianti, principalmente nella zona alta chiamata “Caput Seralcadi” da cui l’attuale denominazione “Capo”. La lunga strada che attraversa il mercato, da Porta Carini fino in Corso Vittorio Emanuele, è ancora oggi un continuo brulicare di bancarelle, botteghe e negozi, con generi alimentari dai mille odori, sapori e colori, nella tipica tradizione dei mercati arabi e costituisce una delle tante peculiarità di Palermo.